Gennaio 3, 2020

La Cina non vuole più i nostri rifiuti di plastica

Dal 2018 la Cina ha detto no ai nostri rifiuti di plastica, che si stanno lentamente accumulando. E' giunta l'ora di diminuire l'utilizzo delle plastiche.

Fino a un anno fa, la Cina importava i rifiuti di plastica e si dedicava a varie attività di selezione manuale. Ma con due problemi: i lavoratori erano sottopagati e tutto ciò che non aveva valore restava in Cina, finendo per aumentare il volume delle discariche locali.

Dovendo bilanciare tra le problematiche ambientali e il proprio fabbisogno di risorse, i cinesi hanno tagliato i prodotti da far entrare nel proprio paese, optando solo per "scarti di qualità”, ovvero riciclabili più facilmente ed a costi inferiori.

Nel 2017 la Cina importava più del 70% degli scarti di plastica prodotti a livello globale. Ma dal 2018 ha stretto sulle importazioni di rifiuti: ha tagliato 24 categorie di scarti da importare, tra cui la plastica. Un disastro per l’Unione Europea, che da sola è il maggior esportatore di plastica a livello mondiale. (Per approfondire leggete "Quanta plastica esiste nel mondo?")

Il problema “europeo”

Adesso, l’Europa rischia di trovarsi sommersa da un mare di plastica. A meno di investire di più sulla qualità e nel mercato. Altrimenti rischia di diventare una discarica a cielo aperto in pochi anni.

Secondo lo studio di un gruppo di ricercatori dell’Università della Georgia, infatti, entro il 2030 il Vecchio Continente accumulerà 110 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, che non potranno rientrare in alcun circuito economico.

Ma cosa distingue un rifiuto di qualità da uno inutile? Ai fini del riciclo della plastica, la differenza non sta tanto nel materiale in sé, quanto nel modo in cui è composto: un contenitore di plastica, infatti, è facilmente riciclabile, ma il vassoio del prosciutto è fatto da più plastiche incollate insieme, che devono essere separate per essere riciclate.

Cambio di tecnologia o di mentalità?

Il problema dell’Unione Europea, però, è che mancano le strutture, la tecnologia e le risorse finanziarie adeguate a riciclare i rifiuti complessi al suo interno, tant'è che in Europa solo un terzo dei rifiuti viene riciclato. Inoltre, i prodotti riciclati costano di più rispetto a quelli nuovi: ecco perché in Europa la domanda di plastica riciclata è solo il 6% della domanda di plastica complessiva.

Ad oggi, Paesi come la Malesia, la Thailandia e il Vietnam, nell’ultimo anno, hanno già aumentato le proprie importazioni. Ma nessuno di questi paesi ha la capacità di gestione di un paese come la Cina, senza contare che è già faticoso per loro gestire i propri rifiuti interni.

In Europa sia molto bravi ad effettuare la raccolta differenziata, ma il problema rimane come riciclare tutto quello che buttiamo via. È quindi necessario un cambio di mentalità, che porti non tanto a raccogliere i rifiuti, ma a utilizzarne in quantità sempre minori. Iniziando dalla plastica usa e getta, difficile da smaltire, ma di cui potremmo facilmente fare a meno.

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