Ottobre 3, 2019, ,

Perché le bottiglie di plastica hanno una data di scadenza?

Le bottiglie di plastica sono contenitori usa e getta, ma cosa indica veramente la data di scadenza che troviamo sull'etichettatura?

Forse non lo sapevate, ma anche le bottiglie di plastica hanno una data di scadenza. Sapete come mai? Cosa indica la data di scadenza?

Le bottiglie di plastica tradizionali, quelle che alcuni acquistano per l’acqua minerale o altre bevande, sono costituite da una plastica chiamata PET, ovvero il polietilene tereflalato.

Il PET viene usato nell’industria alimentare, difatti negli anni sono state svolte molte ricerche su questo prodotto, soprattutto su eventuali problemi di migrazione, che possono avvenire verso l’alimento con l’impiego di questa plastica. La più autorevole è stata svolta dal BFR, l’Istituto Tedesco di valutazione del rischio.

La data di scadenza che trovate sulla bottiglia, però, si riferisce all’alimento o alla bevanda contenuta, non al PET: quindi, oltre questa data, è preferibile non consumare l’alimento.  La plastica delle bottiglie, come già detto in un precedente articolo, non si decompone mai. (leggi qui l'articolo "qual è il tempo di decomposizione dei rifiuti?")

Come utilizzare le bottiglie in PET?

Ma nell’etichettatura delle bottiglie si trovano altre raccomandazioni, che consigliano la conservazione lontano da fonti di calore e di luce, ovvero in un luogo fresco, asciutto e pulito. Come mai queste precauzioni? Perché il calore favorisce il processo di degradazione del PET, che potrebbe portare alla formazione di sostanze nocive, come l’acetaldeide e l’antimonio. L’acetaldeide, in particolare, è una sostanza volatile incolore con un odore fruttato. Secondo le disposizioni di legge vigenti nell’UE, il limite massimo di migrazione per questa sostanza è pari a 6 mg per Kg di alimento.

Fino a tali valori, si possono escludere effetti negativi sulla salute. Tuttavia, si possono rilevare già chiaramente l’odore o il sapore della sostanza, anche con concentrazioni inferiori ad un centesimo di questo limite.

L’antimonio, invece, è un elemento che viene utilizzato nella produzione del PET. Dopo la fabbricazione, una piccola quantità di antimonio può essere trovata sulla superficie del prodotto, ma generalmente viene rimossa con il lavaggio. Il problema è che può rimanere nel materiale stesso e, quindi, migrare in cibi e bevande. Questo può succedere se il PET è utilizzato con liquidi molto caldi, o durante l’utilizzo in microonde.

Si possono riutilizzare le bottiglie?

Con il tempo, la bottiglia si usura e la plastica diventa più fragile e soggetta a migrazione verso il contenuto. Le bottiglie di acqua minerale, com’è ovvio, sono contenitori monouso, quindi non dovrebbero essere riutilizzate, soprattutto quando presenta segni di usura (tagli, rotture, alterazioni), che potrebbero favorire la migrazione di sostanze, più o meno pericolose, contenute nella plastica. 

Infine, ma non meno importante, è bene non utilizzare mai le bottiglie in modo improprio. Cercate, quindi, di non utilizzarle per scaldare liquidi, per inserire bevande molto calde o conservare alimenti con forte potere estraente, come, ad esempio, il succo di pomodoro, d’arancia o di limone, o altri liquidi acidi: potrebbero, infatti, usurare ulteriormente le bottiglie, assottigliando lo spessore di plastica.

Conclusioni

Quindi, le bottiglie in PET non presentano di per sé una data di scadenza vera e propria, ma vi consigliamo quantomeno di non riutilizzarle, al fine di evitare che, con il tempo, si usurino, favorendo la migrazione dei loro composti inorganici verso i prodotti alimentari che contengono.

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